Medicina orientale, terapia alternativa: in tanti modi è stata chiamata l’agopuntura, e spesso dai medici e dalla medicina tradizionale è stata additata come inefficace o come strumento di tortura inutile; fatto sta però, che anche in occidente l’agopuntura ha riscosso notevole successo, specie nella pratica contro il dolore. Da sempre utilizzata per combattere alcuni tipi di dolori poi, l’agopuntura è stata applicata anche come strumento per la cura di alcune dipendenze (come quella del fumo), ma i suoi risultati, talvolta brillanti, talvolta meno, hanno invogliato i ricercatori dell’Università di Rochester, che hanno deciso di studiare la tecnica.
Il tutto, a quanto pare, si deve ad una sostanza prodotta dal nostro corpo, l’adenosina, un vero e proprio antidolorifico naturale che, oltretutto, regola anche il sonno ed è un antinfiammatorio; gli aghi conficcati in punti strategici del corpo, sarebbero quindi in grado di aumentare la produzione di tale sostanza e, quindi, ridurre il senso di dolore.
La ricerca è stata effettuata su cavie da laboratorio e, a quanto pare, il monitoraggio del sistema nervoso periferico dei ratti ha evidenziato l’efficacia antidolorifica sui ricettori nervosi con tale pratica; approvata anche dalla scienza, adesso l’agopuntura potrebbe essere introdotta come cura per alcuni tipi di malattie.
Già utilizzato con successo negli USA, e presentato al V Congresso ANIRCEF, Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee, di Genova dal professor Alan Rapaport, dell’Ucla University, di Los Angeles, questo innovativo sistema all’azoto sembrerebbe in grado di curare una patologia piuttosto diffusa ed indescrivibilmente fastidiosa: l’emicrania.
Definita “da suicidio”, la cefalea a grappolo affligge centinaia di migliaia di italiani, che devono combattere anche con nausea e spesso vomito, sintomi che accompagnano la malattia: ma da oggi, pare possibile curare questo tipo di patologia, in breve tempo e senza alcuna controindicazione.
La cura è data da un’iniezione virtuale con flusso compresso di azoto, che sarebbe in grado di alleviare i sintomi già 10 minuti dopo il suo utilizzo: l’iniezione ovviamente avviene senza ago e senza siringa, attraverso un flusso compresso di azoto che inietta il medicinale attraverso la pelle, iniziando immediatamente a svolgere la sua azione antidolorifica.
Scoperta interessante, a parte per il metodo innovativo e per i risultati incoraggiati che riporta, ma non è da sottovalutare che questo tipo di iniezione non comporta alcuna controindicazione gastrica come per i farmaci tradizionali ma, soprattutto, assicura una diminuzione del dolore già pochi minuti dopo l’iniezione.
Tale metodo, è già utilizzato con successo negli Stati Uniti e, il suo utilizzo, potrebbe risolvere semplicemente ed in breve tempo questa fastidiosa patologia.
Che stare molte ore al sole fa male è ormai risaputo, ma troppo spesso dimenticato. Voglia di sole, di caldo e soprattutto di tintarella, spingono ogni anno sempre più persone, soprattutto under 35, a trascorrere diverse ore esposti al sole o, ancora peggio, a sottoporsi a sedute di lettini abbronzati e lampade solari per restare con la tintarella tutto l’anno.
Si continua a sottovalutare però l’alto rischio che l’utilizzo di tale pratiche abbronzanti comporta per la pelle e, soprattutto, l’aumento dei casi di melanoma: il dato all’allarmante è che ad essere colpiti da tumore alla pelle (melanoma), sono sempre più spesso i giovani dai 25 ai 35 anni. Ogni anno, sono 132 mila le persone che vengono colpite da melanoma, e di anno in anno la soglia di età si abbassa sempre più drasticamente; inutile quindi far affidamento al buon senso dei giovani a trascorrere poco tempo in spiaggia o recarsi sempre meno spesso nei centri abbronzanti purtroppo.
L’appello arriva dall’Aiom, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica, che informa che i giovani fino a 30 anni, corrono il 75% di rischio in più di ammalarsi di melanoma con l’utilizzo dei lettini solari; risolutiva potrebbe essere un’ottima campagna informativa, voluta dall’Aiom con il supporto delle istituzioni, circa i rischi dell’utilizzo dei lettini e lampade solari. Ad oggi purtroppo, visti tali dati, nessuna campagna d’informazione e prevenzione è in atto e, il buon senso viene schiacciato dalla moda della tintarella tutto l’anno.