Colpisce circa 6000 persone all’anno e ne uccide 1500: è il melanoma, il più aggressivo tumore della pelle. Dopo anni di fallimenti, pare si sia giunti ad un punto di svolta per la cura di tale malattia, e la svolta sarebbe decisiva in quanto, il corpo umano sarebbe sollecitato a reagire e a combattere contro le cellule tumorali. Come? Ma semplicemente spronando le difese immunitarie.
La molecola in grado di sollecitare le difese immunitarie di chiama “ipilimumab”, e finora pare abbia dato ottimi risultati: gli esperimenti ed i risultati ottenuti, sono stati presentati al congresso della Società Americana di Oncologia Molecolare (Asco) in corso a Chicago (Illinois).
“Mentre un vaccino stimola direttamente il sistema immunitario”, spiega il coordinatore del ramo italiano dello studio, Paolo Ascierto, dell’Istituto Nazionale Tumori ‘Pascale’ di Napoli, “questo farmaco rimuove un blocco, di conseguenza, le difese immunitarie sono scatenate senza limiti contro le cellule tumorali”.
Gli ottimi risultati ottenuti, potrebbero far ottenere il farmaco ad alcuni pazienti con la malattia allo stadio avanzato, i primi 20 a Napoli e, inoltre, si sta sperimentando lo stesso farmaco anche per la cura dei tumori al polmone ed alla prostata.
Che stare molte ore al sole fa male è ormai risaputo, ma troppo spesso dimenticato. Voglia di sole, di caldo e soprattutto di tintarella, spingono ogni anno sempre più persone, soprattutto under 35, a trascorrere diverse ore esposti al sole o, ancora peggio, a sottoporsi a sedute di lettini abbronzati e lampade solari per restare con la tintarella tutto l’anno.
Si continua a sottovalutare però l’alto rischio che l’utilizzo di tale pratiche abbronzanti comporta per la pelle e, soprattutto, l’aumento dei casi di melanoma: il dato all’allarmante è che ad essere colpiti da tumore alla pelle (melanoma), sono sempre più spesso i giovani dai 25 ai 35 anni. Ogni anno, sono 132 mila le persone che vengono colpite da melanoma, e di anno in anno la soglia di età si abbassa sempre più drasticamente; inutile quindi far affidamento al buon senso dei giovani a trascorrere poco tempo in spiaggia o recarsi sempre meno spesso nei centri abbronzanti purtroppo.
L’appello arriva dall’Aiom, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica, che informa che i giovani fino a 30 anni, corrono il 75% di rischio in più di ammalarsi di melanoma con l’utilizzo dei lettini solari; risolutiva potrebbe essere un’ottima campagna informativa, voluta dall’Aiom con il supporto delle istituzioni, circa i rischi dell’utilizzo dei lettini e lampade solari. Ad oggi purtroppo, visti tali dati, nessuna campagna d’informazione e prevenzione è in atto e, il buon senso viene schiacciato dalla moda della tintarella tutto l’anno.