Notizie incoraggianti arrivano dai ricercatori della Cleveland Clinic, in Ohio, USA: pare infatti che i risultati finora ottenuti sulla cavie da laboratorio del vaccino per il tumore al seno, abbiano dato ottimi risultati.
Il cancro al seno è la neoplasia più diffusa tra le donne, e questo vaccino potrebbe essere in grado di immunizzarle; la sperimentazione sulle cavie, ha evidenziato una notevole diminuzione di sviluppo di tale neoplasia, tanto da consentire la sperimentazione anche sull’essere umano, a partire dal prossimo anno.
Le candidate ideali per testare il vaccino, come quelle che devono assolutamente sottoporsi ad esami di prevenzione, sono donne con più di quarant’anni, con familiarità al cancro; troppo presto per sapere gli effetti collaterali del vaccino purtroppo, ma dai test eseguiti sinora, è stato evidenziato un problema con le donne in gravidanza, in quanto il vaccino potrebbe incidere negativamente sulla produzione di latte materno.
Sicuro il via al test per questo vaccino che qualora, come si spera, funzioni davvero, potrebbe essere davvero la svolta scientifica che rivoluzionerà tutto.
Colpisce circa 6000 persone all’anno e ne uccide 1500: è il melanoma, il più aggressivo tumore della pelle. Dopo anni di fallimenti, pare si sia giunti ad un punto di svolta per la cura di tale malattia, e la svolta sarebbe decisiva in quanto, il corpo umano sarebbe sollecitato a reagire e a combattere contro le cellule tumorali. Come? Ma semplicemente spronando le difese immunitarie.
La molecola in grado di sollecitare le difese immunitarie di chiama “ipilimumab”, e finora pare abbia dato ottimi risultati: gli esperimenti ed i risultati ottenuti, sono stati presentati al congresso della Società Americana di Oncologia Molecolare (Asco) in corso a Chicago (Illinois).
“Mentre un vaccino stimola direttamente il sistema immunitario”, spiega il coordinatore del ramo italiano dello studio, Paolo Ascierto, dell’Istituto Nazionale Tumori ‘Pascale’ di Napoli, “questo farmaco rimuove un blocco, di conseguenza, le difese immunitarie sono scatenate senza limiti contro le cellule tumorali”.
Gli ottimi risultati ottenuti, potrebbero far ottenere il farmaco ad alcuni pazienti con la malattia allo stadio avanzato, i primi 20 a Napoli e, inoltre, si sta sperimentando lo stesso farmaco anche per la cura dei tumori al polmone ed alla prostata.